30 statistiche sull’Email Marketing che DEVI conoscere

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30 statistiche sull’Email Marketing che DEVI conoscere

L’email marketing funziona ancora? Ecco 30 statistiche che ti spiegano perché questo strumento, nell’era digital e dei social, resta essenziale per la comunicazione aziendale. 

L’email marketing è morto? Periodicamente, alcuni canali per la comunicazione aziendale vengono dati per spacciati dall’arrivo di nuovi strumenti. È stato così per la radio (oggi viva più che mai), per la televisione (che cambia, ma resiste), a volte persino per la SEO! 

Accanto a social media e altri nuovi tool essenziali nell’era del digital, l’email resta assolutamente viva. Basti pensare che quest’anno le previsioni parlano di 5,6 miliardi di account email attivi e che il 99 per cento dei consumatori la controlla ogni giorno. Anche le aziende sembrano credere ancora fermamente nello strumento: l’82 per cento delle imprese nel B2C ricorrono ancora all’email come strumento di marketing. I numeri sono ancora più importanti nel mondo del Business to Business: qui le email sono impiegate dal 93 per cento dei marketer. Solo negli Stati Uniti, saranno spesi nel 2019 più di 350 milioni di dollari sull’email advertising.

Questi sono solo i primi cinque dati statistici che dovresti conoscere per comprendere quanto ancora la posta elettronica sia uno strumento di comunicazione essenziale. Oggi ne scopriremo in tutto trenta.

Concentrati sul target

Diciamo subito che, per funzionare, l’email marketing ha bisogno di profonde riflessioni su qual è la tua target audience (età, sesso e così via), quanto legge le email e anche dove.

È importante innanzitutto sapere che il 61 per cento dei consumatori preferisce essere contattato dai brand proprio attraverso l’email. Se quindi scegli il target giusto e fornisci ogni volta argomenti e offerte interessanti, non rischi di annoiarli.

La personalizzazione è la chiave di successo di qualunque campagna di email marketing. Secondo HubSpot, infatti, i marketer hanno registrato un incremento degli incassi del 760 per cento quando hanno utilizzato delle comunicazioni personalizzate. E, secondo Yes Lifecycle Marketing, se il tasso medio di apertura delle email si ferma a 20,81 per cento per le campagne generiche, quando l’oggetto è personalizzato il dato aumenta del 50 per cento.

Parlando ancora di target, sono in particolare i Millennial – i nati tra gli anni ‘80 e i duemila, che oggi rappresentano la fetta più consistente dei consumatori – ad amare le email: il 73 per cento di loro preferisce ricevere comunicazioni dalle aziende, proprio via email.

Gli esperti di marketing B2B ci dicono inoltre che le newsletter sono il perno attorno a cui ruotano le loro strategie di content marketing di successo (affermazione vera per il 40 per cento di loro).

Ricorda poi che tutta la comunicazione (posta elettronica compresa, quindi) deve essere mobile-first, pensata cioè per gli smartphone, sempre più utilizzati. Sono due i dati importanti da questo punto di vista:

  • Secondo due diverse ricerche, una percentuale compresa tra il 46 per cento (Hubspot) e il 49 per cento (IBM) degli utenti apre l’email sul proprio dispositivo mobile;
  • In particolare, il 35 per cento professionisti consultano la posta elettronica su smartphone e tablet.

Approfondisci il tema, leggi qui: Trova nuovi clienti e aumenta le vendite dei tuoi prodotti e servizi con l’email marketing

Email marketing: cosa funziona di più?

La personalizzazione è essenziale in qualunque forma di comunicazione, soprattutto online, dove grazie ai Big Data possiamo sapere esattamente cosa vuole un potenziale consumatore (e anche “quando” lo vuole).

Ma quali sono gli altri “trucchi” per catturare l’attenzione dei potenziali consumatori con le nostre email?

Ecco alcune statistiche interessanti sull’argomento:

  • Generalmente, le email con il tasso di apertura più elevato sono quelle relative agli hobby: l’open rate arriva in questi casi al 27,35 per cento. Devi quindi essere bravo a trovare il giusto mezzo tra le passioni dei tuoi clienti e i prodotti/servizi che offri, per conquistarli.
  • Le faccine come strumento di marketing? Può sembrare banale, ma in realtà secondo alcune statistiche il 56 per cento dei brand che usano un emoji nell’oggetto ottengono un tasso di apertura più elevato.
  • Anche i video sono uno strumento interessante da impiegare nelle comunicazioni della nostra newsletter. Per Martech Advisor’s, le email che contengono un video ottengono un click-through rate (o CTR) del 300 per cento più alto. Di cosa si tratta? Il numero indica la percentuale di utenti che hanno cliccato sulla nostra “chiamata all’azione”, indispensabile in ogni email: “Visita il nostro sito”, “Partecipa ora al concorso”, “Acquista ora” sono tutte chiamate all’azione, o CTA.
  • E le promozioni? Ovviamente, ogni strategia di comunicazione ha tra gli obiettivi la vendita, ma inviare solo email promozionali può essere controproducente. Con quale frequenza quindi invitare i destinatari a fare acquisti? Dipende molto da quanto i tuoi clienti ti amano. Esiste sicuramente un nocciolo duro di fedelissimi a cui potrai mandare anche una promozione a settimana: il 49 per cento dei consumatori dichiara di riceverle con piacere settimanalmente, purché si tratti di brand di cui sono appassionati (dati: Statista).

Email marketing e automation

Oggi il marketing si fa col pilota automatico. Esistono infatti software in grado di capire in quale momento è meglio inviare una comunicazione a un potenziale cliente e con quale frequenza. Questa e altre tecniche avanzate prendono il nome di marketing automation. L’email è in genere uno degli strumenti più importanti per il successo delle campagne di marketing automatico.

Lo dimostrano, ancora una volta, i dati:

  • I direttori marketing del settore B2C dichiarano che il tasso di conversione supera del 50 per cento la media, utilizzando gli strumenti dell’automazione. Il tasso di conversione è la percentuale di visitatori che effettuano una determinata azione sul tuo sito (un acquisto, la sottoscrizione di un abbonamento, il download di una guida e così via).
  • I messaggi di posta elettronica automatizzati ricevono un tasso di apertura medio del 70,5 per cento in più, mentre il CTR arriva addirittura al 152 per cento in più, rispetto alle campagne di email marketing “tradizionali”.
  • Più del 75 per cento delle revenue dall’email marketing nasce dal cosiddetto trigger marketing: sono quelle comunicazioni che si innescano (da trigger, innesco) solo quando si verificano determinate condizioni, in genere particolari comportamenti dell’utente. In pratica, esistono software che leggono le azioni dei potenziali consumatori, inviando loro delle email altamente personalizzate, al momento giusto. Tali comunicazioni prendono il nome di “contenuti dinamici” e hanno proprio la caratteristica di personalizzare automaticamente il messaggio di marketing: secondo gli esperti, i contenuti dinamici rappresentano la tattica di personalizzazione più efficace (secondo Statista, ne è convinto il 65 per cento).
  • In sostanza, automazione fa rima con messaggi unici, come unici sono gli utenti: secondo alcune stime, le aziende che ne fanno ricorso hanno il 133 per cento di probabilità in più di inviare email con un contenuto rilevante per l’utente.

Leggi anche: OBIETTIVO: LA POTENZA DELLA MARKETING AUTOMATION AL TUO E-COMMERCE

E i risultati dell’email marketing automation?

Abbiamo già visto che le email automatiche funzionano meglio rispetto a quelle “normali”, ma quali sono i risultati in termini di business? Insomma, le email ci aiutano o no a vendere di più, a raggiungere i nostri obiettivi? Ancora una volta, alcuni dati ci aiutano a capirlo:

  • Per Emarsys, l’81 per cento delle piccole e medie imprese riesce ad acquisire nuovi clienti grazie alle email, mentre l’80 per cento riescono a fidelizzarli nel tempo grazie a questo strumento.
  • Per più del 59 per cento dei professionisti di marketing, le email hanno ancora la più elevata percentuale di ritorno sull’investimento (ROI): a seconda delle stime, per ogni dollaro speso in email marketing, il ritorno atteso è compreso tra i 32 e i 44 dollari, con un ROI quindi tra il 3.200 e il 4.400 per cento.
  • Secondo un’indagine, infine, il 59 per cento dei consumatori intervistati si fa influenzare dalle email per le proprie decisioni d’acquisto.

Come fare a catturare l’attenzione di nuovi Lead a cui inviare la tua newsletter? Scopri di più con la nostra guida “Perché la Lead Generation è la scelta giusta per la tua azienda?