Scrivere una scheda prodotto per l’e-commerce: 5 elementi da non trascurare

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Scrivere una scheda prodotto per l’e-commerce: 5 elementi da non trascurare

Una delle possibilità di business più diffuse nell’immaginario collettivo è quella di aprire un e-commerce: un negozio online senza barriere con la capacità di raggiungere ovunque nel globo terracqueo. Ma è davvero così?

In realtà, realizzare un e-commerce performante è tutta un’altra cosa, vuoi per la concorrenza (anch’essa senza limiti), vuoi perché richiede delle competenze specifiche le quali rendono l’impresa ben più complessa finanche rispetto un negozio fisico che ha una circoscrizione ben definita nel Place/Punto vendita, riprendendo le famose 4 P del Marketing. Ci torneremo con un e-book ad hoc che stiamo sviluppando, ma nel frattanto concentriamoci su un’altra delle P: quella della Promotion/promozione attraverso la scheda prodotto.

Cosa è la scheda prodotto e perché è la pagina di atterraggio per eccellenza

La scheda prodotto di un e-commerce è la landing page per definizione: sia che ci si approdi via Organic Search che per Advertising per la keyword legata al prodotto stesso, fino ad arrivare dai referral per l’affiliate o inseriti in un comunicato stampa e per finire anche condivisa sulle piattaforme social.

L’utente deve atterrare il più vicino possibile al carrello d’acquisto che i partecipanti paracadutati in una partita a Fortnite.

Per utilizzare un’altra metafora più sportiva, una buona scheda prodotto è il bomber della squadra, che segna la rete convergendo su di sé tutti gli assist delle migliori pratiche di usabilità, web design e copywriting persuasivo e SEO-friendly. Puoi insomma avere Pirlo, Cruijff, Donadoni, Garrincha e Beckham a centrocampo ma se in attacco c’è la versione bolsa di Jardel del periodo di Ancona, non la butterai a carrello nemmeno con le mani.

Ci sono almeno 5 elementi da non trascurare per redigere una scheda prodotto chiara e che quindi converta. Considera che se l’utente è atterrato sulla landing page per eccellenza hai già fatto il grosso del lavoro, significa che è quantomeno interessato al prodotto che stai proponendo, manca giusto l’ultimo passo e non dico che si tratta di un gol a porta vuota solo perché non voglio metterti ansia.

I 5 elementi imprescindibili per una scheda prodotto che converte

Call to Action evidente

Uno degli assunti di un certo marketing è quello di fare storytelling prima per accompagnare l’utente all’acquisto, quindi il pulsante dell’acquisto si vede dopo due robuste scrollate della pagina. No! O meglio, nì, va anche bene la narrazione ma falla fuori dalla pagina di vendita, qui devi mandare subito a carrello e rendere questa possibilità evidente, above the fold.

Dare la possibilità di inserire il prodotto nella lista dei desideri per l’acquisto in un secondo momento è un’altra buona pratica: c’è chi la depreca perché spingerebbe l’utente a ritardare l’acquisto, ma se sei bravo a “rimanere in area” mandando reminder non appena l’articolo è in saldo oppure invitando a finalizzare l’acquisto (senza essere molesti) questo si tradurrà in una conversione.

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In e-commerce molto vasti può essere dispendioso da realizzare, ma riuscire a correlare e personalizzare prodotti alla scheda sulla quale l’utente è atterrato è la sublimazione del cross-selling.

Mettiamo caso voglia comprarmi la Nintendo Switch: lì per lì non penserei subito all’acquisto di una custodia per portarla in giro o alla protezione dello schermo, ma con la correlazione dei prodotti, mi si innesca la leva di spendere un po’ di più per degli oggetti che singolarmente snobberei (o penserei che costino troppo, tipo 20 euro per una custodia che nel totale di 250 euro di console non ci si fa caso, ma singolarmente sì!).

Dati del prodotto

Che si tratti di prodotti tecnologici o di capi di vestiario non posso trascurarli. Non c’è niente di peggio che spendere budget sostanziosi per campagne di marketing che portano a schede prodotto dove per l’ultimo modello di scarpe non è chiaro né il numero né i colori disponibili se non a interpretazione da una foto presente su altri n-store presenti online.

Sembra un’assurdità ma gran parte degli e-commerce è costruita così. Male. Poi si chiedono perché non vendono e la colpa non è certo perché “Internet non funziona“.

Descrizione unica del prodotto

Quando parlo di descrizione unica intendo proprio quello: un copywriting esclusivo, che non è presente negli altri e-commerce.

Sì, è un costo, specie per portali molto ampi e soprattutto se ci si vuole posizionare: ma se copio e incollo i contenuti da catalogo come farà la quasi totalità dei competitor o, peggio, copio dagli stessi, con quale pretesa voglio posizionarmi? E in questo caso, il Pirlo della SEO si trasforma in un pirla (battuta scontata).

In ogni caso, qui entra in gioco una buona strategia di ricerca delle query migliori: fatto sta che il contenuto deve essere originale, altrimenti la scalata alle pagine dei risultati di ricerca sarà ben ardua.

Recensioni degli utenti

Se atterro su una scheda prodotto sono interessato allo stesso, l’ultimo passaggio decisivo potrebbe essere quello delle recensioni degli utenti che hanno acquistato prima di me, quantomeno per capire se non sto incappando in una fregatura.

Una delle strategia che preferisco è quella di Nintendo (sì, sono fissato con loro) che spedisce un questionario di gradimento dei proprio giochi dopo la registrazione in cambio di punti spendibili nello store. Si tratta di una pratica che, con i dovuti accorgimenti, è largamente adattabile.

 

E tu? A quali punti dai risalto nel tuo e-commerce?