Cresce LinkedIn: ecco 4 strategie per sfruttarlo al meglio

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Cresce LinkedIn: ecco 4 strategie per sfruttarlo al meglio

LinkedIn sembra aver imboccato un’importante curva di crescita negli ultimi mesi. Dalle informazioni che abbiamo dalla stessa piattaforma, oggi proprietà di Microsoft, i numeri sono sempre in salita.

L’engagement, il livello di “coinvolgimento” (visualizzazione dei post, commenti, reazioni e così via), è salito del 22 per cento nell’ultimo trimestre del 2018 (dati LinkedIn pubblicati lo scorso luglio).

È stato il terzo trimestre di fila in cui LinkedIn ha registrato “livelli record di engagement” come hanno spiegato dal social. In particolare, nel 2018 le visualizzazioni del feed sarebbero aumentate del 60 per cento.

Oggi sono 610 milioni gli utenti della piattaforma per professionisti e manager e il 40 per cento di loro visita LinkedIn ogni giorno.

È interessante notare che il social è l’unico nato in Occidente ad avere una buona presenza anche in Cina: sono infatti 41 milioni gli utenti del gigante asiatico. Un’ottima notizia per chi desidera stringere rapporti commerciali con le aziende locali. Nel nostro Paese, gli utenti si attestano sui 13 milioni.

I numeri hanno portato anche ad un incremento degli incassi per la piattaforma, che nel Q4 del 2018 hanno registrato un importante più 25 per cento, per un totale di 371 milioni di dollari.

Come sfruttare l’accresciuta popolarità del social? Ecco quattro consigli di base per ideare una strategia di digital marketing su LinkedIn.

Definisci gli obiettivi e studia il target

Come per ogni strategia di marketing che si rispetti, la prima cosa da fare è definire un obiettivo chiaro e misurabile. Per approfondire il discorso su come definire un obiettivo di marketing, leggi la nostra guida gratuita sul Social Media Marketing:

Social Media Marketing per la tua azienda: 4 cose da fare

Generalmente, su LinkedIn, le aziende scelgono di collegare i propri obiettivi a due macrocategorie: generare nuovi lead, migliorare la brand awareness, o entrambe.

L’obiettivo, in ogni caso, dipende dalla situazione attuale della tua azienda, da quali sono le tue esigenze, dalle sfide che ti sei posto.

Una volta definito con attenzione e precisione il tuo obiettivo, è più chiaro definire il “pubblico” interessato. È il tuo target, le persone che vuoi raggiungere.

I social da questo punto di vista ci hanno offerto un vantaggio incomparabile: oggi possiamo personalizzare i nostri messaggi pubblicitari in base a tutte le caratteristiche specifiche del nostro pubblico, dal sesso all’età, dalle passioni al lavoro che fanno.

Oggi sappiamo, per esempio, che su LinkedIn troviamo i dirigenti delle compagnie Fortune 500, la lista delle prime cinquecento aziende statunitensi per revenue. Sappiamo inoltre che 40 milioni di utenti sono manager, vicepresidenti, direttori: occupano cioè posizioni di punta e decidono come spendere parte del budget delle aziende per cui lavorano.

Il 45 per cento degli utenti LinkedIn che leggono degli articoli sulla piattaforma appartiene proprio a questa “classe” manageriale. Da queste informazioni, possiamo ricavare che per un’azienda che si occupa di B2B è essenziale stare su LinkedIn: per far conoscere il proprio brand, i prodotti e i servizi, ma anche per stringere relazioni dirette con i centri decisionali delle aziende in target.

Ma il social offre buone opportunità anche per alcuni settori specifici del B2C. In fondo, quegli stessi manager e professionisti sono sì membri di organizzazioni più grandi, ma a loro volta sono dei consumatori. 

E allora c’è spazio per esempio per brand che si occupano di servizi per businessman: pensiamo al food delivery, ai viaggi di lavoro, alle aziende che si occupano di abbigliamento, con un target di professionisti.

Una campagna interessante in questo senso è stata quella di Lux and Nyx, brand di borse in ecopelle, che ha attirato l’attenzione delle donne manager su LinkedIn invitandole a usare l’hashtag #InTheBag, con dei video che descrivono le proprie settimane lavorative.

Crea e cura la tua pagina aziendale su LinkedIn 

Definiti obiettivi e target, è il momento di entrare nel vivo. La prima cosa da fare su LinkedIn è predisporre profili e pagine aziendali.

Hai due possibilità: in quanto responsabile della tua azienda, puoi creare una strategia di personal branding e quindi mettere il tuo volto, la tua storia e le tue attività in primo piano, per promuovere non solo i tuoi prodotti, ma anche la tua vision; oppure puoi mettere a punto una pagina aziendale per promuovere i tuoi brand. Nulla vieta, ovviamente, di utilizzare una strategia mista.

In entrambi i casi, l’attenzione al dettaglio è fondamentale, così come è importante creare un calendario editoriale dei contenuti che vuoi veicolare su LinkedIn, in modo da non rischiare di finire le idee troppo presto, pubblicare solo quando capita o inviare messaggi incoerenti e scollegati tra loro.

In entrambi i casi è importante che sia immediatamente chiaro cosa fai, quale problema risolvi per i tuoi potenziali clienti e perché lo fai meglio dei tuoi competitor. Queste informazioni dovrebbero essere ben chiare, con poche frasi, rivolte agli utenti che “atterrano” sui tuoi profili, personali o aziendali.

Per la stessa ragione, è importante che le tue pagine siano “SEO friendly”, che siano cioè ottimizzate per la ricerca, sia interna a LinkedIn, che esterna.

Questi sono i primi step per riuscirci:

  • Inserisci le parole chiave più adatte. Quando i tuoi potenziali clienti cercano i tuoi prodotti/servizi su Internet, quali parole usano? Assicurati di inserirle nelle tue descrizioni su LinkedIn
  • Inserisci chiaramente link per approfondimenti. Scrivi quindi l’url del tuo sito web aziendale o personale su LinkedIn e viceversa inserisci, ben visibile, le piattaforme social su cui sei presente, in modo che le persone possano seguirti anche in futuro.
  • Fai capire chi lavora per te e con te. Collaboratori, manager, dipendenti devono sempre inserire una voce, nel proprio profilo, per far capire a chi li segue che lavorano insieme a te, linkando direttamente alla tua pagina aziendale su LinkedIn.

Cosa pubblicare?

Tutto ruota intorno ai contenuti. Il contenuto è il re: sembra scontato, ma il concetto non è mai compreso fino in fondo.

Per due ragioni. Perché anche i contenuti pubblicati sui social possono essere indicizzati su Google. Ma ancora più importante, perché le persone attraverso i tuoi contenuti possono capire la tua credibilità, professionalità, cosa offri concretamente e in che modo risolvi i loro problemi.

In una parola, i tuoi contenuti offrono utilità: una caratteristica che i tuoi potenziali clienti sapranno sicuramente apprezzare.

  • Video

LinkedIn permette di caricare video anche fino a dieci minuti, ma il consiglio di alcuni esperti è di attenersi a un massimo di due minuti. In alcuni casi, però, è possibile allungare i filmati, soprattutto riguardo a contenuti di formazione, interviste a collaboratori/esperti del settore, liste (es.: 10 cose da sapere nel digital marketing).

  • Post di interazione

I social non possono essere semplicemente la cassa di risonanza dei tuoi messaggi. Le persone sono infatti propense a interagire, comunicare, coinvolgersi. I post servono quindi a fare anche domande, sollecitare risposte di altri esperti su determinati argomenti, offrire opinioni (anche controverse) su temi che possono scatenare il dibattito. Il tutto sempre nell’ottica di interessare il tuo pubblico specifico sugli argomenti che interessano al tuo brand. 

Per questo tipo di post è importante adottare un tono informale, che useresti tra amici.

  • Contenuti visivi

Abbiamo già parlato dei video, ma è importante anche integrare fotografie e immagini elaborate (pensa alle infografiche con cui informi le persone sugli ultimi dati del tuo settore, per esempio) nella propria strategia.

In questo senso è importante far apparire soprattutto i tuoi collaboratori, manager e dipendenti: dare un volto umano al business. In fondo, i consumatori vogliono comprare un prodotto affidandosi a una persona, non a un brand freddo.

Da evitare assolutamente: le immagini “da stock”, quelle cioè in vendita sulle piattaforme specializzate per fotografi e grafici. Il rischio è di trasmettere un’immagine poco autentica e di utilizzare fotografie già impiegate da altri brand.

Quanto e quando postare?

Il consiglio qui è di fare dei test. Parti in piccolo e poi via via aumenta la quantità di post sul tuo profilo/pagina, provando a capire quali contenuti funzionano meglio e creano maggiore interazione.

Superata questa prima fase di test, puoi iniziare anche a pubblicare una volta al giorno: considera che il 40 per cento degli utenti controlla LinkedIn quotidianamente. Secondo i dati della stessa piattaforma, le aziende che pubblicano almeno 20 contenuti al mese, riescono a raggiungere il 60 per cento della propria audience: dati importanti se paragonati alla limitatissima reach di altre piattaforme, come Facebook.

Se quindi offri contenuti davvero utili, si aspetteranno di trovarne sempre di più. I contenuti sul tuo profilo personale, invece, “durano” sulla bacheca per circa 24-72 ore, prima di essere rimpiazzati da contenuti più nuovi. 

Quando postare? Esistono alcune ricerche che suggeriscono degli specifici orari in cui pubblicare contenuti su LinkedIn.

In genere si tratta però di indagini su un pubblico globale o comunque anglosassone e quindi non sono affidabili al 100% per il mercato italiano. L’unica certezza è che LinkedIn è il social dei professionisti e delle persone che lavorano: viene quindi controllato più spesso negli orari di ufficio e nei giorni feriali.

Vuoi approfondire l’argomento?

Leggi l’intervista al super esperto, Francesco Agostinis che spiega perché Linkedin è una valida alternativa per trovare clienti. Clicca qui.