Instagram Thread, tutto quello che devi sapere sulla nuova funzione

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Instagram Thread, tutto quello che devi sapere sulla nuova funzione

Instagram lancia Threads, ma la risposta del pubblico non è esaltante. Riuscirà in futuro a risalire la china? Scopriamo intanto cos’è e come potranno usarlo i brand.

Continua la “guerra” di Facebook a Snapchat per accaparrarsi i favori del pubblico più giovane. In una recente indagine sugli adolescenti statunitensi, è emerso che i teenager preferiscono di gran lunga Instagram e Snapchat a Facebook, considerato ormai superato dalla Generazione Z.

Per questa ragione, mentre Instagram e Snapchat superano l’80 per cento di engagement tra i più giovani (rispettivamente all’85 e all’81%), Facebook si ferma al 31 per cento. E si fa sempre più forte la concorrenza di TikTok (di cui abbiamo parlato qui).

Per non perdere terreno, Facebook continua a “rubare” funzionalità ai propri competitor diretti. È successo con le Storie: lanciate da Snapchat sono state poi riprese per Instagram (ricordiamo che il social è di proprietà di Facebook) e hanno determinato il boom dell’app.

Leggi anche: Instagram Stories: come sfruttarle per il business in 5 step (+1)

Succede oggi con Instagram Threads, nuovo servizio di messaggistica privata che vuole imitare altre funzionalità del social del fantasmino.

Che cos’è Instagram Threads

La nuova applicazione è “banalmente” un nuovo strumento per inviare messaggi privati ai propri contatti. Tuttavia, le sue funzionalità non si limitano a questo.

Innanzitutto, Threads è pensata solo per i contatti più stretti. Scaricata l’app, l’utente può  scegliere dalla lista dei propri follower pochi amici con cui condividere foto e video. Nell’immagine, ecco come appare la nuova applicazione (in quella più a destra, si vede la lista tra cui scegliere gli amici più stretti): 

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Credit: Instagram

Una volta avviata (è lo screenshot più a sinistra), Threads appare direttamente con le funzionalità della fotocamera, da cui registrare video o scattare fotografie da condividere.

È questo aspetto a far somigliare Thread a Snapchat: l’app si apre direttamente sulla fotocamera. Inoltre, esattamente come avviene per Snapchat, su Instagram Threads è possibile impostare la “longevità” di un video o un’immagine: può sparire dopo la prima visualizzazione, essere replicata solo una volta oppure restare in chat in modo permanente. Infatti, anche Thread invia una notifica al “proprietario” quando un altro utente fa uno screenshot.

Al momento su Thread non è ancora possibile aggiungere filtri ai contenuti salvati, una funzionalità che forse sarà sviluppata più avanti. Quando un gruppo di amici ha inserito tutti gli altri nella cerchia dei contatti più stretti, allora si può avviare anche una conversazione di gruppo.

La controversia privacy sugli stati automatici

La funzionalità più innovativa (e controversa) della nuova app Instagram riguarda gli stati automatici. Ecco uno screen di come appare la funzione sull’app: 

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Credit: Instagram

In sostanza, si tratta di aggiornamenti di stato modificati automaticamente dall’applicazione. Utilizzando informazioni sulla posizione e sulla routine quotidiana dell’utente, Threads crea degli stati automatici lungo il corso della giornata, accompagnandoli con delle emoji.

Come ha spiegato la stessa Instagram, per creare gli stati automatici saranno raccolti “la tua posizione, i tuoi movimenti, il livello della tua batteria e la connessione alla rete cellulare per determinare quali informazioni di contesto condividere”.

Già preoccupati dalle invasioni della privacy sempre più evidenti nel mondo dei media online, in molti hanno storto il naso di fronte alla funzionalità. Anche perché una buona parte di utenti non ha piena consapevolezza delle informazioni che condivide con le piattaforme social.

Se a questo aggiungiamo che molti adolescenti (quindi minorenni) utilizzeranno Threads, possiamo concludere che l’azienda di Zuckerberg otterrà una mole enorme di dati senza l’esplicito consenso di genitori e tutori.

Prevedendo le critiche, Instagram ha già risposto su alcuni punti. Sostiene per esempio che non conserverà traccia della posizione degli iscritti e che in ogni caso gli aggiornamenti automatici faranno ricorso alle informazioni inserite manualmente dagli utenti sulle loro attività.

In secondo luogo, i dati condivisi saranno inviati solo ai contatti più stretti, quindi presumibilmente a familiari e amici più cari, riducendo i rischi per la violazione della privacy da parte degli sconosciuti.

Instagram Threads per il business

Finora Instagram Threads non è decollato. Secondo alcune rilevazioni, l’app è stata scaricata 220mila volte nella prima settimana dal lancio. Potrebbero sembrare numeri importanti, ma per capire se effettivamente lo sono dobbiamo confrontarli con altri dati.

Un miliardo di persone usano l’app di Instagram ogni mese e la metà guarda le Storie sul social ogni giorno. Altre app della “famiglia” di Instagram hanno avuto un successo molto più dirompente: 1,5 milioni di download per IGTV nella prima settimana e 2,8 milioni per i Boomerang.

Secondo gli esperti, al momento Threads non raccoglie il favore degli utenti perché non se ne vede la necessità: esistono già molte altre app di messaggistica privata (da Messenger a WhatsApp, fino a Telegram) e su Instagram esiste già una funzione simile, quella dei messaggi diretti.

Questa premessa è necessaria perché ogni business che vuole avere una presenza online significativa deve chiedersi: quali canali è meglio sfruttare per raggiungere i miei obiettivi? Il pericolo è infatti di presenziare su tutte le piattaforme senza però ottenere in cambio risultati utili. Si potrebbe rischiare di non essere abbastanza attivi sui propri innumerevoli profili, indispettendo gli utenti.

La domanda da porsi a questo punto è: i brand come possono sfruttare le funzioni di Threads? Molto dipende da come evolverà la piattaforma. È possibile che nel prossimo futuro (se l’app incontrerà il favore del pubblico) Zuckerberg e soci vorranno monetizzare anche questo canale, aprendo quindi all’opportunità di funzioni esclusive per i business e possibilità di sponsorizzazione.

Per il momento, il consiglio principale è di utilizzare Threads per creare dei contenuti esclusivi per i tuoi clienti più affezionati. Se conosci a fondo il tuo target e sai chi sono i consumatori più appassionati del tuo brand, puoi offrire dei contenuti personalizzati per farli emozionare e accendere la loro curiosità.

Qualche esempio? Sconti esclusivi, consigli per nuovi acquisti basati su scelte precedenti, anticipazioni sui nuovi prodotti…

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Vista la peculiare funzionalità di Threads, è importante trasmettere l’idea che si tratta di messaggi esclusivi, dedicati ai fan più sfegatati del tuo brand. Pensa a una vera e propria lista di VIP, da trattare con i guanti.

Threads potrebbe poi aiutarti a creare delle cerchie di follower profilati: immagina di avere delle diverse buyer persona a cui ti rivolgi e per ciascuna puoi offrire un messaggio personalizzato, sfruttando anche le possibilità di geolocalizzazione offerte da Threads.

L’ultimo consiglio, valido per tutte le piattaforme social, è di assicurarti di poter rispondere subito a eventuali messaggi di potenziali clienti: le persone se lo aspettano. Se il tuo servizio di assistenza clienti non può coprire tutte le fasce orarie, allora assicurati almeno un software di risposta automatica (come Laila).

Malgrado l’uso ridotto, non è detto che con l’introduzione di nuove feature Threads possa esplodere. D’altronde le app di messaggistica sono sempre più popolari (ecco perché, sempre Facebook sta lanciando nuovi servizi per le piccole imprese su WhatsApp). In ogni caso, la messaggistica privata è un fattore di cui tener conto nello sviluppo delle proprie strategie di digital marketing.

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