Come usare i gruppi Facebook per promuoversi

Come-usare-i-gruppi-facebook

Come usare i gruppi Facebook per promuoversi

Crescono le interazioni nei gruppi Facebook, calano quelle sulle pagine fan: è ora di cambiare?

Scopriamo quando può essere saggio aprire un gruppo e quali strategie tenere in considerazione.

Se sei un utente Facebook da qualche anno avrai notato una tendenza costante sul social media di Mark Zuckerberg: la bacheca era inizialmente piena di post di amici; poi è progressivamente diventata “territorio” dei brand con le loro pagine fan; almeno negli ultimi due anni, infine, i gruppi hanno occupato sempre più spazio.

Questi cambiamenti sono dovuti ad una precisa strategia di Facebook che inizialmente ha dato la possibilità alle aziende di promuoversi in maniera estremamente economica, per poi ridurne via via gli spazi in modo da poter “monetizzare l’attenzione”  degli utenti iscritti al social. 

La tendenza degli ultimi anni è invece incentrata su una crescente attenzione per il “privato”: il potenziamento di Messenger (che è diventata un’app a sé) e dei gruppi, appunto, è stata la strada per ridare spazio alle relazioni interpersonali e alle piccole community, radunate intorno a temi specifici.

Non è un mistero. Lo stesso Zuckerberg ha annunciato questa strategia più volte nel corso degli anni. In particolare dal 2018, da quando il fondatore del social più famoso al mondo ha dichiarato che porrà l’attenzione su “amici e famiglia”.

Il trend è poi proseguito lungo tutto il 2019 e non ci sono avvisaglie che verrà invertito nel breve periodo. Ecco perché oggi è sempre più importante per un’azienda considerare non solo le pagine fan per promuoversi, ma anche i canali di messaggistica privati e i gruppi su Facebook.

Oggi ci concentreremo su questi ultimi.

Gruppi Facebook: due domande preliminari

Prima di cominciare, ogni brand dovrebbe farsi almeno due domande

A chi si rivolge?

Tutto quello che si fa sui social – e in generale in ogni attività di comunicazione – deve aver chiaro in mente il target a cui si rivolge e quindi a quale bisogno risponde. 

Possiamo creare gruppi per i nostri clienti “VIP”, quelli che ci conoscono da più tempo e a cui vogliamo destinare delle offerte particolari. Possiamo anche istituire gruppi ad hoc per eventi specifici. Un gruppo non deve poi essere necessariamente “un’arma” di marketing: è possibile farne uno anche per favorire lo scambio di idee tra dipendenti, oppure per trovare professionisti di un determinato settore con cui avviare delle collaborazioni.

Il target, come abbiamo accennato, corre di pari passo con l’obiettivo da raggiungere. Se hai un’attività legata all’antiquariato e cerchi di trovare nuovi clienti in una città dove hai appena aperto un nuovo punto vendita, puoi per esempio creare il gruppo “Antiquariato a Voghera”. Se invece vuoi farti notare come professionista del tuo settore e avviare nuove partnership, puoi avviare il gruppo “Architetti a Roma Tiburtina”. Come vedremo, quanto più sei specifico, più riesci ad attirare interesse.

Chi lo gestisce?

Aprire e far crescere un gruppo non è una passeggiata. Prima di avviarti in un’impresa del genere, devi sederti a calcolare la spesa e capire se hai i mezzi per portarla a termine.

Un gruppo che funziona, infatti: 

  • Ha contenuti nuovi e soprattutto interessanti per la tua community, sempre; 
  • È moderato, per evitare spam, offese e off-topic: questo significa spesso leggere e valutare ogni singolo commento; 
  • È responsive: soprattutto se ti esponi come brand, gli utenti vorranno ricevere risposte veloci e precise ai propri dubbi. L’interazione creata dalle tue risposte continue aiuterà anche la crescita del gruppo;
  • È “alimentato”: devi assicurarti che arrivino sempre nuovi utenti al gruppo e che soprattutto siano veramente interessati a quello che proponi (occhio soprattutto ai profili falsi e agli spammer di professione).

Tutto questo richiede un investimento importante in termini di risorse umane ed economiche: devi tenerlo in conto.

4 step da cui partire per un gruppo per il business

Hai deciso di aprire un gruppo per far conoscere a più persone i tuoi prodotti/servizi. Da dove cominci? 

Fallo verticale

Il primo step è ovviamente creare il gruppo e scegliere un nome. Quando apri la Home di Facebook, trovi un menù in alto a destra. Accanto al tuo nome e dopo il pulsante Home, c’è il comando “Crea”. Clicca qui per creare il tuo gruppo. Ti comparirà questa schermata: 

gruppo facebook

Per prima cosa, dai un nome al gruppo. Come abbiamo accennato, è molto importante che abbia un focus verticale su un argomento (abbiamo visto l’esempio di “Antiquariato a Voghera”, ma puoi essere ancora più specifico). Utilizzare parole chiave sugli argomenti che possono interessare il tuo target è preferibile rispetto a utilizzare il nome del tuo brand: in questo modo, ti troveranno più persone interessate a quello che hai da offrire.

Questo ti aiuterà anche a creare una sorta di “focus group”: se raccogli tutti gli esperti di antiquariato in un solo gruppo e gli dai la possibilità di esprimersi su questo specifico argomento, potrai capire di cosa hanno bisogno e perché. È un modo eccellente per conoscere meglio il tuo target e comprendere cosa offrirgli.

Scegli la privacy

Il passo successivo è scegliere la privacy del tuo gruppo. Qui hai diverse opzioni da valutare: 

facebook

Come leggi dalla didascalia, la privacy può essere “Pubblica” o “Privata”. Se scegli la prima opzione, tutti possono vedere chi fa parte del gruppo e cosa pubblica. Nel secondo caso, solo i membri possono vedere chi fa parte del gruppo e cosa pubblica. Il gruppo può inoltre essere “Visibile”, e quindi chiunque lo può trovare facendo una ricerca, oppure “Nascosto”, se vuoi che solo i membri possano trovarlo.

Perché è importante questa scelta?

Anche qui tutto è in funzione del tuo obiettivo e delle tue risorse. I gruppi Pubblici possono attirare molte più persone, ma avrai bisogno di un controllo serrato per evitare spam, insulti e problemi di vario genere. Può essere utile se vuoi creare rumore intorno a un evento specifico legato al tuo brand.

I gruppi Privati e Visibili possono essere trovati da chiunque su Facebook, ma solo un amministratore può accettare una richiesta d’iscrizione. Questo rende il traffico più contenuto e quindi più gestibile. Può essere una buona idea se vuoi creare una community dedicata ai soli clienti VIP, a cui offrire prezzi speciali per esempio.

I gruppi Nascosti possono infine essere dedicati solo a un gruppo molto limitato di persone, che tu conosci una per una. Immagina di essere un consulente per startup e che offri un corso su come avviare un’impresa di successo a sole dieci persone. Puoi coinvolgere solo quei dieci utenti nel gruppo e magari fornire qui delle consulenze personalizzate.

Crea esclusività

Ha senso rilanciare nel gruppo solo quello che già pubblici nella tua pagina pubblica? Non molto. Devi tenere a mente che le persone si aspettano qui dei contenuti molto diversi rispetto ai tuoi post sulla pagina fan. Devi offrire un senso di community, in cui le persone si radunano insieme per parlare di uno specifico argomento, e soprattutto di esclusività. Quest’ultima viene a crearsi in particolar modo con i gruppi Privati, ovviamente, sia Visibili che Nascosti. 

Gli utenti devono percepire che gli stai offrendo del valore unico per il solo fatto di essere membri di quel gruppo: non devono poter trovare gli stessi contenuti altrove, altrimenti viene meno il concetto stesso di community.

Ricorda che gli utenti Facebook sono ormai molto consapevoli di una cosa: l’importanza del tempo. Il web è pieno di contenuti: articoli, blog, video, post, fotografie. Ne esistono miliardi disponibili in pochi secondi, a portata di touch. Nel tuo gruppo devono poter trovare qualcosa di esclusivo. In quest’ottica, iscriversi a un gruppo – e quindi a un’altra possibile fonte di distrazione e perdita di tempo – diventa un impegno non da poco per un utente. Solo offrendogli quello che non può trovare altrove riuscirai a conquistarlo.

Coinvolgi

Come abbiamo spiegato, un gruppo è anche una possibilità in più per conoscere a fondo la tua target audience. Per riuscirci, devi stimolare la conversazione. Le idee per riuscirci sono tante.

Puoi creare delle sessioni live di “Domanda & Risposta”, realizzare dei tutorial esclusivi, proporre dei sondaggi per conoscere la loro opinione, avviare delle conversazioni su temi specifici (“Il tema del giorno è…”): dai spazio alla tua creatività.